di Arianna Ioli – Coordinatrice e Content manager SDMF 2018


 

A un mese e dieci giorni dalla prima edizione dello Sport Digital Marketing Festival, dopo un po’ di riposo, di mare e di iodio e dopo avere annunciato le date del 2019, parliamo un po’ del Festival rispondendo alle domande che continuano ad arrivarci via mail o su Messenger e condividendo questa piccola riflessione.

L’idea dello Sport Digital Marketing Festival non nasce dal nulla, da due o tre persone che si sono messe in testa di combattere la noia di inizio stagione e investire un po’ di risorse facendo qualcosa di alternativo all’accoppiata mare-ombrellone i primi quindici giorni di giugno.

A dire la verità, alla direzione, l’accoppiata mare-ombrellone piace parecchio. Ma anche mettersi in gioco quando ne vale la pena.

L’evento nasce da una costellazione di esperienze, di richieste, di indagini di mercato che hanno preso forma concreta nel Festival.

Il punto di partenza è stato il Master in Social Media & Digital Marketing di Europa Cube Innovation Business School.

Senza l’incontro continuo, nelle aula di oltre 30 città d’Italia, con persone di diversa età, interessi, formazione, forse non saremmo mai partiti con questa avventura. Sono stati molti, nel tempo, di più nell’ultimo periodo, i corsisti che hanno chiesto o forse è più corretto dire “espresso il desiderio” di una formazione verticale legata al settore sport.
Queste richieste si sono incastrate bene con la nostra sensazione che in Italia mancasse, in ambito digital, una formazione di tipo verticale, divisa per compartimenti. E che questa verticalità mancante avesse potuto portare un valore aggiunto in termini di esperienza e di trasformazione professionale.
Ma perchè lo Sport?

Lo Sport sembra essere un buon punto di incontro – forse uno dei migliori in assoluto- tra la passione e il Business. Tra il sogno di un lavoro che piace e la possibilità effettiva di viverci senza dovere fare altro.

La comunicazione social, nelle imprese e in chi si affaccia al mondo del lavoro, è all’ordine del giorno e questo non è un segreto. Ma se bisogna essere la voce invisibile di qualcuno, forse, essere la voce di un campione, di una squadra – magari della nostra squadra, quella che seguiamo e con cui siamo cresciuti- è davvero un colpo grosso e una grossa emozione.
A noi piace la formazione di alto livello, quella pratica e pragmatica, che porta da qualche parte, ma al tempo spesso ci piacciono le persone – e guardiamo soprattutto ai giovani e a chi si affaccia sul mondo del lavoro- che rincorrono i propri sogni. Per questo abbiamo voluto portare sullo stesso palcoscenico, tutti insieme, i volti spesso nascosti della comunicazione social -e non solo – dei club, delle leghe, delle Federazioni, degli atleti e darli in pasto al loro pubblico e ai loro ammiratori.
Proprio grazie a questo incontro tra sogni e Business, tra passione e lavoro, al Festival, abbiamo notato fin dall’arrivo dei primi partecipanti, un bel po’ di elettricità, di aspettative e di entusiasmo.

E forse è stato proprio l’entusiasmo dei ragazzi universitari, neo laureati, ma anche un’allegra delegazione di giovanissimi dei licei (un paio di quindici anni!), che erano presenti al Festival a ripagarci di quasi tutte le fatiche – non tutte tutte perché il debito di stanchezza, nel breve tempo, non lo toglierebbe nemmeno Malefica mettendoti a dormire cento anni- e a farci pensare già a metà della prima giornata, ad una edizione numero due.
Passioni, sogni, lavoro, non false speranze. Obiettivo dello Sport Digital Marketing Festival era – è e sarà- aprire le porte di un mondo dove non solo è possibile entrare, ma anche restare.

Dove c’è spazio per chi inizia, se lo fa con professionalità e buone basi, dove si può arrivare in alto, insieme alla propria squadra, dove ci sono traguardi e vittorie.
Questa prima edizione è stata il punto di partenza.
Oltre all’entusiasmo, sicuramente all’ordine del giorno, ci auguriamo che smuova anche un po’ di consapevolezza di quanto la maggior parte delle squadre italiane, in tutti i settori, abbiano da lavorare per essere davvero al passo con la Digital Transformation e per comprenderne appieno la portata rivoluzionaria. Forse qualcuno non sarà d’accordo e storcerà il naso, molti continueranno a pensare che il social media marketing nelle mani del cugino o del fratello adolescente nerd sia la soluzione low cost perfetta, ma forse, da qualche altra parte, la coscienza critica si farà avanti. A proposito di coscienza critica, avete dato un’occhiata alle venti campagne abbonamenti della Serie A? La strada è lunga e in salita.
Noi, da parte nostra, abbiamo davanti a noi un anno per organizzare la seconda edizione del Festival e renderla grazie all’esperienza e ai vostri consigli ancora più performante. Abbiamo in mente nuovi sport che non siamo riusciti a coinvolgere, nuove finestre e spazi dove ognuno possa dire la sua senza scontrarsi con il tempo che purtroppo è sempre tiranno e sale con approfondimenti sui singoli sport.

E ovviamente nel 2019 un nuovo Master tutto Sportivo per chi non si accontenta di due giorni, ma vuole lavorare sodo per essere, tra qualche anno e con orgoglio, dalla parte degli Speaker