Skip to Content

Category Archives: Interviste Partecipanti

Intervista a Gaetano Romeo, Digital Entrepeneur, start up mentor e Docente Master Social Media e Digital Marketing

di Arianna Ioli


 

A: Com’è stato il tuo cammino verso il social media marketing? Ho visto l’altro giorno su Instagram le tue tesi di laurea, da Sahl a Jùnger alla SEO! Un bel salto!

G: Eh sì mi hai beccato! In tanti si stupiscono quando scoprono che ho un percorso prettamente umanistico e che ho una passione per la letteratura tedesca contemporanea, tale percorso mi aiuta tuttavia ad avere una mente molto più frizzante e creativa rispetto a chi ha un percorso prettamente tecnico. Ovviamente ho colmato alcune lacune di background tecnico studiando e facendo corsi di programmazione. Mi sono avvicinato al settore Digital quasi per caso quando, nel 2003, il titolare di un’agenzia viaggi per la quale lavoravo a Palermo si pose il dubbio di come mai, cercando su Google, non veniva mai fuori la sua struttura, da li è scattata la fiamma.

A: Ti piace il tuo lavoro? E raccontarlo a chi vorrebbe diventare – quasi- come te?

G: In realtà non mi piace il mio lavoro, lo amo! Adoro quello che faccio ogni giorno perché mi permette di non annoiarmi mai, quando gli altri SEO si dannano per gli update di Google per me è invece una gioia, in quanto posso mettermi di nuovo in gioco, sempre. Per fare strada bisogna avere tanta pazienza, umiltà, sacrificio, coraggio e una buona dose di sana follia che non guasta mai.

A: E’ importante acquisire competenze e basi solide in un ambito, come questo, dove moltissime cose si tendono a dare per scontate o per già acquisite? Mi vengono in mente soprattutto i più giovani… Quanto bisogna imparare e studiare?

G: Bisogna studiare, ascoltare, elaborare e sperimentare, attenzione all’ultimo punto, la teoria va bene, ma se non metti in pratica quanto studiato non ha nessun valore, quindi sperimentate fino a farvi penalizzare da Google, solo chi è risalito dall’inferno è pronto a conquistare il mondo.

A: Se dovessi raccontare la Digital Transformation, ad un bambino di cinque anni, come la racconteresti?

G: In maniera semplice, prendi tuo nonno e fagli vedere come utilizzare il Tablet, non è uno scherzo mio figlio Leonardo di 2 anni è capace di far cose che non avrei mai immaginato! Parlando seriamente la digital trasformation è un processo che dovrebbe, a mio avviso, subire un’accelerazione importante in Italia, troppe PMI ancora sono indietro e bisognerebbe snellire i processi e i flussi aziendali grazie all’uso della tecnologia.

A: Un consiglio per chi ancora pensa di poter scegliere di non adeguarsi!?

G: Adeguati altrimenti vai a vivere in una caverna! Non c’è alternativa purtroppo il mondo è cambiato e bisogna adattarsi ai cambiamenti

A: Un progetto di innovazione digitale che ti è particolarmente piaciuto o un’impresa, anche piccola  che sta lavorando bene in questa direzione e potrebbe essere un esempio di buona pratica?

G: Sto lavorando molto bene con diverse start-up, mi piace segnalare Ricompro, Guesthero, Bemymood, Wecontent, Paladin e tutto il network di Entire digital Publishing (notizie.it), realtà con le quali sto costruendo anche grazie al mio apporto qualcosa di importante. Si parla tanto di Growth Hacking, ma gli esempi che citano sono sempre i soliti americani, spero a breve di poter portare uno dei primi casi italiani, tenete d’occhio queste Start-up!

0 0 Continue Reading →

Simona Toni, socia fondatrice di Psicologi Digitali – Ex alunna del Master Social Media Digital Marketing

di Arianna Ioli


 

A: E’ un piacere ritrovarti! Ti abbiamo seguito su Facebook, ne hai fatta parecchia di strada da quando ti abbiamo conosciuta al Master Social di Milano! Iniziamo dalle domande fondamentali: ti piace il tuo lavoro? Il tuo percorso riguarda un settore molto particolare del digital, che cosa fai esattamente?

S: Il mondo digital è sicuramente il mio mondo. Ho trovato nei social network il mio habitat naturale per esprimermi sia da un punto di vista personale che professionale. Dopo una tesi di laurea sulle competenze digitali, con focus sulla propria auto-promozione online, che ho chiamato Digital Smartness, e una serie di progetti e attività come Social Media Manager; Mentor e formatrice di Personal Branding e Social Network, ho fondato una mia agenzia di comunicazione con due colleghi di studi: Psicologi Digitali. Amo il mio lavoro, perché ogni giorno è sempre nuovo, ogni giorno mi spinge a dovermi costantemente aggiornare e formare e mi pone sempre di fronte a nuove sfide che mi mettono alla prova. Non è facile far riconoscere il valore delle attività di comunicazione online in un mondo in cui chi detiene il potere decisionale e monetario appartiene ad una generazione cresciuta lontano dal digitale, ma step by step ce la stiamo facendo.

A: Investire sulla formazione in questo ambito non è così scontato, molti pensano di saperne abbastanza! Perché avevi deciso di dedicare cinque giorni – lunghissimi per il tuo modo di vivere, o no? – della tua vita al Master Social di Europa Innovation Business School?

S: Anche io, come molti altri, sono arrivata al Master dopo averci “provato da sola”. Avevo già lavorato con i Social Network, studiavo la magistrale di Psicologia del Marketing e della Comunicazione e quindi sapevo cosa e come dover comunicare online di un certo brand, ma mi mancava qualcosa: la parte di riconoscimento di queste competenze, che alla fine molti millantano di avere in modo naturale. Ho deciso così di iscrivermi al Master, mentre ero in piena sessione invernale di esami universitari. Ho capito che niente è improvvisazione e istinto, ma tutto è analisi, strategia e implementazione. La parte su cui il Master mi ha aiutato di più è lo sviluppo di un certo mindset, che implica analizzare e poi agire, e secondariamente, ma non per importanza, mi ha fornito tanti tool tecnici di cui prima ignoravo l’esistenza. In poche parole, quello che mi ha aiutato a fare questo Master è stato rendere strutturata e professionale la conoscenza e competenza della comunicazione strategica sui social network.

A: C’è stato un insegnante che ti ha folgorato più degli altri?

S: Sicuramente Andrea Boscaro. Durante il Master ha parlato di uno dei miei temi preferiti, quello dello Storytelling e ce ne ha parlato facendo Storytelling. Era un tema su cui pensavo già di sapere abbastanza e per questo forse mi ha sorpreso particolarmente la sua presentazione. Ho avuto modo di avere accesso non solo a nuove conoscenze e idee, ma soprattutto a interessanti spunti di riflessione e ispirazioni per future presentazioni.

A: Si sente tanto parlare di Digital Transformation in Italia e di aziende che investono in questo settore, quale è stata ed è la tua esperienza? E’ un mondo aperto ai giovani? A quali condizioni?

S: Da giovane neolaureata sono riuscita a ritagliarmi il mio piccolo spazio in questo mondo, perciò quello che mi sento di dire è sì, assolutamente! Previe alcune condizioni: fare network fin dagli anni universitari e crederci tantissimo. Se si vuole lavorare come dipendente in questo ambito la strada per un lavoro stabile è molto lunga, fatta di stage su stage, ma se si cominciano a fare già durante gli anni di studio, poi una volta laureati si è già dei professionisti completi. Il network poi è fondamentale, non so a quante conferenze, workshop e networking aperitivi io abbia partecipato durante gli anni della laurea magistrale, ma ognuno di questi, anche quello che poteva sembrare apparentemente meno strategico per i miei obiettivi professionali, mi ha portata sempre a qualcosa. Il passaparola in questo mondo è qualcosa di potentissimo ed essenziale direi.

A: Qualche consiglio per chi inizia e non sa bene da che parte girarsi?

S: “Invitate il sì nella vostra vita e la vita, a sua volta, vi risponderà sì”. Questa è un po’ la frase che mi ha guidata negli ultimi anni di vita. Ho sempre detto di sì, ad ogni proposta, ogni progetto, ogni lavoretto, ogni richiesta di aiuto, ogni opportunità, ogni occasione di crescita, ogni apparentemente perdita di tempo. Sono fermamente convinta che facendo e mettendosi alla prova, anche in contesti completamente differenti tra di loro, porti sempre, alla fine, nel lungo periodo, a qualcosa di buono, a quel valore aggiunto che si stava cercando da tempo. Perciò, anche se nel breve periodo una certa attività possa sembrare tempo sprecato e tolto all’attività primaria di studio, nel lungo periodo porterà a qualcosa. L’effetto serendipity, ossia della scoperta di qualcosa di fantastico mentre si stava facendo o cercando altro, è un qualcosa su cui ho sempre creduto e l’ho sempre perseguito invitando il sì nella mia vita. Questo è dunque il consiglio che mi sento di dare: buttatevi, fate, non abbiate paura di togliere tempo allo studio, perché tutte queste attività “extra” saranno poi quelle che vi faranno fare il salto di qualità una volta laureati/diplomati.

A: Un progetto di innovazione digitale che ti è particolarmente piaciuto a cui hai partecipato in prima persona o a cui ti sarebbe piaciuto partecipare?

S: Non posso non parlare della web agency di cui sono socia fondatrice. Ci chiamiamo Psicologi Digitali, siamo tre psicologi con una grande passione: il mondo digitale e in particolare quello dei social network. Abbiamo così avuto l’idea di unire queste due nostre anime facendo attività di Digital e Social Media Marketing, ma con un approccio psicologico. Cosa significa questo per noi? Significa avere uno sguardo diverso sulle cose, significa cercare di portare i concetti psicologici del mondo accademico all’interno del mondo delle aziende e in particolare nel loro reparto di Marketing e Comunicazione. Crediamo che l’innovazione nasca dalle intersezioni tra discipline apparentemente diverse. Lo abbiamo pensato, lo abbiamo fatto, ne abbiamo parlato e adesso ne stiamo cominciando a raccogliere i frutti.

0 0 Continue Reading →

Intervista a Luigi Cutolo (Associazione Equilibro) logistic manager di “Integration for Cooperation” – Youth Exchange ed ex corsista Master Europrogettazione.

di Arianna Ioli, 3 Ottobre 2018


 

A: E’ passato un po’ di tempo da quando ci siamo conosciuti a Bruxelles! Sono cambiate un po’ di cose. Partiamo dai fatti fondamentali: complimenti per il vostro progetto! Siamo sempre davvero contenti quando ci arrivano così belle notizie dagli ex alunni del Master, figuriamoci se da quelli con cui siamo ancora in contatto. Ci racconti di che cosa si tratta?

L: “INTEGRATION FOR COOPERATION” è un progetto di scambio che mira ad accrescere tra i giovani la consapevolezza di essere cittadini europei attraverso un meeting di scambio giovanile. Il Focus è l’educazione non formale come stimolo alla creazione di reti e alla realizzazione di gemellaggi.

L’idea nasce da una rete pregressa di contatti tra giovani e associazioni attivi sul territorio che, avendo sviluppato competenze in ambito sociale ed internazionale, hanno deciso di presentare una proposta progettuale.

Qual è stata due anni fa la spinta a iscriverti al Master, perché guardavi all’Europa come ad un’opportunità che avrebbe potuto fare al caso tuo?

Da anni sono attivo in progetti di utilità sociale e culturale nel territorio dove sono nato e cresciuto, in Provincia di Napoli ed ho tristemente realizzato che reperire risorse finanziarie ed umane per far nascere e crescere questi tipi di progetti è molto difficile. Personalmente mi sento di dire che sono un giovane Napoletano, Italiano ed Europeo e che per questo motivo ho sempre guardato all’Europa come ad un’opportunità e non come a una minaccia. Proprio in questa prospettiva ho sentito ad un certo punto l’esigenza di approfondire le opportunità che l’Europa offriva ed offre. Infatti, per me il Master è stato il cosiddetto “entry level” ovvero mi ha dato la possibilità di scoprire quali sono le logiche e le competenze chiavi che servono per trasformare “un’idea e basta” in un’idea progettuale che stia in piedi.

A: Secondo te, cosa possono fare – se possono fare qualcosa- le Istituzioni Europee per chi lavora nel campo della cultura, del sociale, dell’innovazione. Ci sono risorse?

L: Le Istituzioni Europee hanno una grande responsabilità nei confronti di tutti coloro che lavorano nel campo della cultura, del sociale, e dell’innovazione perchè proprio questi tre settori determinano l’avanzamento o l’arretramento di una nazione. Purtroppo, spesso, si ha una sensazione di lontananza da queste istituzioni quasi di abbandono, quindi personalmente penso che in primis questa distanza debba essere accorciata aumentando la sensibilizzazione del senso di appartenenza all’Europa e successivamente avendo una copertura su tutto il territorio nazionale di agenzie che informano, promuovono e spronano a presentare progetti validi affinché ogni singolo euro destinato all’Italia venga speso.*

A: Che cosa ci vuole per scrivere un progetto vincente? Il Master ti ha aiutato?

L: Pur essendo agli inizi di questo lavoro non sono ancora riuscito ad individuare una formula davvero vincente ma fin da subito ho notato due elementi fondamentali:

  1. avere un’idea chiara così da evitare fraintendimenti tra i partner e poterla sviluppare senza intoppi.
  2. Scegliere i Patner giusti ovvero costruire il team che scriverà e gestirà il progetto in modo da avere a che fare con persone – associazioni, enti, istituzioni…- motivate e affidabili che svolgano con professionalità il proprio lavoro.

Il Master Europrogettazione che ho frequentato a Bruxelles, mi ha aiutato a capire l’approccio che si deve avere nei confronti di un bando. infatti credo che oltre a fornire un approccio ai bandi europei sia molto efficace per chi si approccia ai bandi strutturali- regionali. Ad oggi non ho ancora presentato una proposta progettuale alla Commissione Europea ma grazie agli insegnamenti del master ho avuto la possibilità di presentare una proposta progettuale alla Regione Campania la quale ha finanziato il progetto.

A: Cosa consiglieresti a chi inizia?

L: Sicuramente consiglio una buona formazione, irrobustire la rete di contatti e soprattutto NON ARRENDERSI MAI.
*Ndr: Mancano due anni al termine dei correnti sette anni di programmazione: sono tantissimi i fondi che non sono stati ancora spesi e la previsione è che non verranno spesi tutti!

0 0 Continue Reading →