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About: Arianna Ioli

Recent Posts by Arianna Ioli

Intervista a Gaetano Romeo, Digital Entrepeneur, start up mentor e Docente Master Social Media e Digital Marketing

di Arianna Ioli


 

A: Com’è stato il tuo cammino verso il social media marketing? Ho visto l’altro giorno su Instagram le tue tesi di laurea, da Sahl a Jùnger alla SEO! Un bel salto!

G: Eh sì mi hai beccato! In tanti si stupiscono quando scoprono che ho un percorso prettamente umanistico e che ho una passione per la letteratura tedesca contemporanea, tale percorso mi aiuta tuttavia ad avere una mente molto più frizzante e creativa rispetto a chi ha un percorso prettamente tecnico. Ovviamente ho colmato alcune lacune di background tecnico studiando e facendo corsi di programmazione. Mi sono avvicinato al settore Digital quasi per caso quando, nel 2003, il titolare di un’agenzia viaggi per la quale lavoravo a Palermo si pose il dubbio di come mai, cercando su Google, non veniva mai fuori la sua struttura, da li è scattata la fiamma.

A: Ti piace il tuo lavoro? E raccontarlo a chi vorrebbe diventare – quasi- come te?

G: In realtà non mi piace il mio lavoro, lo amo! Adoro quello che faccio ogni giorno perché mi permette di non annoiarmi mai, quando gli altri SEO si dannano per gli update di Google per me è invece una gioia, in quanto posso mettermi di nuovo in gioco, sempre. Per fare strada bisogna avere tanta pazienza, umiltà, sacrificio, coraggio e una buona dose di sana follia che non guasta mai.

A: E’ importante acquisire competenze e basi solide in un ambito, come questo, dove moltissime cose si tendono a dare per scontate o per già acquisite? Mi vengono in mente soprattutto i più giovani… Quanto bisogna imparare e studiare?

G: Bisogna studiare, ascoltare, elaborare e sperimentare, attenzione all’ultimo punto, la teoria va bene, ma se non metti in pratica quanto studiato non ha nessun valore, quindi sperimentate fino a farvi penalizzare da Google, solo chi è risalito dall’inferno è pronto a conquistare il mondo.

A: Se dovessi raccontare la Digital Transformation, ad un bambino di cinque anni, come la racconteresti?

G: In maniera semplice, prendi tuo nonno e fagli vedere come utilizzare il Tablet, non è uno scherzo mio figlio Leonardo di 2 anni è capace di far cose che non avrei mai immaginato! Parlando seriamente la digital trasformation è un processo che dovrebbe, a mio avviso, subire un’accelerazione importante in Italia, troppe PMI ancora sono indietro e bisognerebbe snellire i processi e i flussi aziendali grazie all’uso della tecnologia.

A: Un consiglio per chi ancora pensa di poter scegliere di non adeguarsi!?

G: Adeguati altrimenti vai a vivere in una caverna! Non c’è alternativa purtroppo il mondo è cambiato e bisogna adattarsi ai cambiamenti

A: Un progetto di innovazione digitale che ti è particolarmente piaciuto o un’impresa, anche piccola  che sta lavorando bene in questa direzione e potrebbe essere un esempio di buona pratica?

G: Sto lavorando molto bene con diverse start-up, mi piace segnalare Ricompro, Guesthero, Bemymood, Wecontent, Paladin e tutto il network di Entire digital Publishing (notizie.it), realtà con le quali sto costruendo anche grazie al mio apporto qualcosa di importante. Si parla tanto di Growth Hacking, ma gli esempi che citano sono sempre i soliti americani, spero a breve di poter portare uno dei primi casi italiani, tenete d’occhio queste Start-up!

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Simona Toni, socia fondatrice di Psicologi Digitali – Ex alunna del Master Social Media Digital Marketing

di Arianna Ioli


 

A: E’ un piacere ritrovarti! Ti abbiamo seguito su Facebook, ne hai fatta parecchia di strada da quando ti abbiamo conosciuta al Master Social di Milano! Iniziamo dalle domande fondamentali: ti piace il tuo lavoro? Il tuo percorso riguarda un settore molto particolare del digital, che cosa fai esattamente?

S: Il mondo digital è sicuramente il mio mondo. Ho trovato nei social network il mio habitat naturale per esprimermi sia da un punto di vista personale che professionale. Dopo una tesi di laurea sulle competenze digitali, con focus sulla propria auto-promozione online, che ho chiamato Digital Smartness, e una serie di progetti e attività come Social Media Manager; Mentor e formatrice di Personal Branding e Social Network, ho fondato una mia agenzia di comunicazione con due colleghi di studi: Psicologi Digitali. Amo il mio lavoro, perché ogni giorno è sempre nuovo, ogni giorno mi spinge a dovermi costantemente aggiornare e formare e mi pone sempre di fronte a nuove sfide che mi mettono alla prova. Non è facile far riconoscere il valore delle attività di comunicazione online in un mondo in cui chi detiene il potere decisionale e monetario appartiene ad una generazione cresciuta lontano dal digitale, ma step by step ce la stiamo facendo.

A: Investire sulla formazione in questo ambito non è così scontato, molti pensano di saperne abbastanza! Perché avevi deciso di dedicare cinque giorni – lunghissimi per il tuo modo di vivere, o no? – della tua vita al Master Social di Europa Innovation Business School?

S: Anche io, come molti altri, sono arrivata al Master dopo averci “provato da sola”. Avevo già lavorato con i Social Network, studiavo la magistrale di Psicologia del Marketing e della Comunicazione e quindi sapevo cosa e come dover comunicare online di un certo brand, ma mi mancava qualcosa: la parte di riconoscimento di queste competenze, che alla fine molti millantano di avere in modo naturale. Ho deciso così di iscrivermi al Master, mentre ero in piena sessione invernale di esami universitari. Ho capito che niente è improvvisazione e istinto, ma tutto è analisi, strategia e implementazione. La parte su cui il Master mi ha aiutato di più è lo sviluppo di un certo mindset, che implica analizzare e poi agire, e secondariamente, ma non per importanza, mi ha fornito tanti tool tecnici di cui prima ignoravo l’esistenza. In poche parole, quello che mi ha aiutato a fare questo Master è stato rendere strutturata e professionale la conoscenza e competenza della comunicazione strategica sui social network.

A: C’è stato un insegnante che ti ha folgorato più degli altri?

S: Sicuramente Andrea Boscaro. Durante il Master ha parlato di uno dei miei temi preferiti, quello dello Storytelling e ce ne ha parlato facendo Storytelling. Era un tema su cui pensavo già di sapere abbastanza e per questo forse mi ha sorpreso particolarmente la sua presentazione. Ho avuto modo di avere accesso non solo a nuove conoscenze e idee, ma soprattutto a interessanti spunti di riflessione e ispirazioni per future presentazioni.

A: Si sente tanto parlare di Digital Transformation in Italia e di aziende che investono in questo settore, quale è stata ed è la tua esperienza? E’ un mondo aperto ai giovani? A quali condizioni?

S: Da giovane neolaureata sono riuscita a ritagliarmi il mio piccolo spazio in questo mondo, perciò quello che mi sento di dire è sì, assolutamente! Previe alcune condizioni: fare network fin dagli anni universitari e crederci tantissimo. Se si vuole lavorare come dipendente in questo ambito la strada per un lavoro stabile è molto lunga, fatta di stage su stage, ma se si cominciano a fare già durante gli anni di studio, poi una volta laureati si è già dei professionisti completi. Il network poi è fondamentale, non so a quante conferenze, workshop e networking aperitivi io abbia partecipato durante gli anni della laurea magistrale, ma ognuno di questi, anche quello che poteva sembrare apparentemente meno strategico per i miei obiettivi professionali, mi ha portata sempre a qualcosa. Il passaparola in questo mondo è qualcosa di potentissimo ed essenziale direi.

A: Qualche consiglio per chi inizia e non sa bene da che parte girarsi?

S: “Invitate il sì nella vostra vita e la vita, a sua volta, vi risponderà sì”. Questa è un po’ la frase che mi ha guidata negli ultimi anni di vita. Ho sempre detto di sì, ad ogni proposta, ogni progetto, ogni lavoretto, ogni richiesta di aiuto, ogni opportunità, ogni occasione di crescita, ogni apparentemente perdita di tempo. Sono fermamente convinta che facendo e mettendosi alla prova, anche in contesti completamente differenti tra di loro, porti sempre, alla fine, nel lungo periodo, a qualcosa di buono, a quel valore aggiunto che si stava cercando da tempo. Perciò, anche se nel breve periodo una certa attività possa sembrare tempo sprecato e tolto all’attività primaria di studio, nel lungo periodo porterà a qualcosa. L’effetto serendipity, ossia della scoperta di qualcosa di fantastico mentre si stava facendo o cercando altro, è un qualcosa su cui ho sempre creduto e l’ho sempre perseguito invitando il sì nella mia vita. Questo è dunque il consiglio che mi sento di dare: buttatevi, fate, non abbiate paura di togliere tempo allo studio, perché tutte queste attività “extra” saranno poi quelle che vi faranno fare il salto di qualità una volta laureati/diplomati.

A: Un progetto di innovazione digitale che ti è particolarmente piaciuto a cui hai partecipato in prima persona o a cui ti sarebbe piaciuto partecipare?

S: Non posso non parlare della web agency di cui sono socia fondatrice. Ci chiamiamo Psicologi Digitali, siamo tre psicologi con una grande passione: il mondo digitale e in particolare quello dei social network. Abbiamo così avuto l’idea di unire queste due nostre anime facendo attività di Digital e Social Media Marketing, ma con un approccio psicologico. Cosa significa questo per noi? Significa avere uno sguardo diverso sulle cose, significa cercare di portare i concetti psicologici del mondo accademico all’interno del mondo delle aziende e in particolare nel loro reparto di Marketing e Comunicazione. Crediamo che l’innovazione nasca dalle intersezioni tra discipline apparentemente diverse. Lo abbiamo pensato, lo abbiamo fatto, ne abbiamo parlato e adesso ne stiamo cominciando a raccogliere i frutti.

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Torna a Bologna e a Torino il Facebook Master Day

Torna a Bologna e a Torino il Facebook Master Day. L’Evento di Formazione per Scoprire Tutti i Segreti del Facebook Marketing & Advertising.


 

A Bologna, 9 e 10 Novembre con Veronica Gentili e Roberta Pinna.

A Torino, 8 e 9 Febbraio con Michael Vittori e Roberta Pinna.
14 ore di formazione,
2 giornate di formazione intensiva [orario: venerdi 14-20 sabato 9/18]
2 Speakers per edizione tra i maggiori esperti italiani
Sessioni di Domande&Risposte
1 Lunch-buffet di networking tra i partecipanti
Slides ed Attestato di Partecipazione finale.

Il più innovativo evento di formazione in Italia sul Facebook Marketing & Advertising per imparare a creare campagne vincenti, utilizzando al massimo i tanti strumenti e le potenzialità che Facebook offre.

 

Obiettivo: farti diventare uno Specialista certificato di Facebook Marketing!

I Docenti coinvolti sono tra i più conosciuti esperti italiani nel settore e lavorano realmente con Facebook come consulenti per decine di aziende. Hanno l’esperienza di chi segue ogni giorno investimenti di migliaia di euro in campagne Facebook e conosce già tutti gli errori che si commettono e le opportunità che si perdono, muovendosi nel modo sbagliato.
Facebook Master Day ha l’obiettivo di portare i partecipanti ad un livello advanced di conoscenze, andando davvero in profondità sull’argomento. E’ ideale per chi già conosce e lavora con Facebook quotidianamente, ma anche per chi sta iniziando e non vuole perdere nè tempo nè conoscenze preziose.

Evento perfetto per promuovere e far crescere la tua carriera ed il tuo business, aumentare le vendite dei tuoi prodotti/servizi o quelli dei tuoi clienti.

I Docenti mostreranno in maniera pratica ed operativa tutte le opportunità più aggiornate per sfruttare al meglio Facebook, creare contenuti di qualità ed inserzioni di successo, saper raggiungere gli utenti in target, monitorare gli investimenti e tracciare le performance delle campagne.

E, non per ultimo, scoprire in anticipo come usare tutte le novità di Facebook in arrivo.

Un ambiente carico di energia e innovazione per far fare un salto di qualità alle tue Strategie di Social Media Marketing.

Saranno approfondite tutte le tematiche del Facebook Marketing – combinando strategia, management e advertising – ed affrontando ogni argomento con informazioni concrete e realmente applicabili. Saranno svelate e scandagliate ad una ad una le funzionalità e gli strumenti per sfruttare la piattaforma a 360 gradi.

SCENARIO

Facebook ha oggi 2,2 miliardi di iscritti e 30 milioni di utenti attivi solo in Italia. Un algoritmo che cambia velocemente e chiede agli addetti al settore – e non solo – di essere costantemente aggiornati per stare al passo con le novità che il social network più potente e più seguito del mondo ci mette di fronte.
Non si cammina, si va di corsa!

PROGRAMMA

  • Facebook Strategy: Analisi del settore e dei competitor
  • Il Piano redazionale – Gli Strumenti
  • Community Management – Gestione delle interazioni
  • L’Algoritmo di Facebook
  • Facebook Insights – Analisi Dati e Metriche
  • Creare e gestire le Campagne su Facebook
  • Profilazione e target – Impostare budget
  • Le campagne di Lead Ads
  • Valutazione dell’andamento delle Campagne
  • Strumenti di Marketing Automation
  • Facebook Retargeting – Cross channel
  • Facebook Ads Optimization
  • Facebook per E-commerce

CERTIFICAZIONE

A fine corso riceverai un Attestato di Partecipazione.

 

I SUPER DOCENTI

 

VERONICA GENTILI

Co-fondatrice di Glisco Marketing, consulente e formatrice specializzata in Facebook Marketing e Facebook Ads e accreditata come Facebook Certified Planning Professional, ad oggi è considerata come uno dei maggiori esperti di Facebook Marketing in Italia.
Facebook Marketing Expert per AdEspresso e autrice del libro “Strategie e Tattiche di Facebook Marketing per Aziende e Professionisti” (ed. Flaccovio 2015), oggi alla quinta ristampa, e di “Facebook Marketing Plan” (ed. Flaccovio, 2017), appena pubblicato già tra i libri best seller di Amazon e già alla seconda ristampa, è speaker, docente e consulente per brand sul territorio nazionale e all’estero.
Con migliaia di ore di docenza all’attivo e persone formate, tra i brand per i quali ha fatto formazione e/o consulenza La Stampa, Flying Tiger Italia, Casa&Clima.com, Dr. Gibaud, Diego Dalla Palma e Millionaire

MICHAEL VITTORI

Consulente di Web Marketing e Formatore specializzato in Advertising su Facebook e Google AdWords, SEO e SEM.
Laureato in Storia Contemporanea all’Università di Lettere di Bologna, ha collaborato con diverse testate nazionali, ottenendo nel 2013 l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti pubblicisti.
Google Partner certificato e co-founder di Lab Digitale, collabora dal 2008 con aziende italiane ed internazionali, con focus nel settore turistico ed ecommerce.
Partecipa ogni anno ai più importanti eventi di web marketing specialistici, tra cui Adworld Experience, Web Marketing Festival, SMXL, Social Media Strategies e Web Marketing Training.
Attraverso il suo blog www.michaelvittori.it condivide strategie, guide avanzate e casi di successo relativi alle campagne pubblicitarie su Facebook.

 

ROBERTA PINNA

(Berta Pinna) Social Media Strategist Consulente freelance, esperta nel supportare le aziende nell’utilizzo dei social network e nelle strategie di web marketing. Oltre che svolgere un ruolo operativo e collaborare con diverse agenzie web e di comunicazione del territorio è docente di corsi in Social Media Marketing. Il web e i social network sono concrete risorse di business, la mia passione per il mondo digital mi ha spinta ad entrare in questo settore, studiando la psicologia comportamentale di acquisto al prodotto e di utilizzo dei servizi da parte degli utenti curando ogni tipo di relazione online. Tra le attività correlate organizzo e promuovo eventi di settore, tra le mie passioni c’è quella di supportare le startup durante i workshop come il Lean Startup Machine e Startup Weekend, ogni tanto vengo coinvolta in dei progetti con il ruolo di influencer.
Ha contribuito, con la stesura di un capito, alla scrittura di “Trova lavoro con il web” (Flaccovio Editore) di Gaetano Romeo e al nuovo “Facebook Marketing Pro” di Carriero e Taglienti (Hoepli), anche in questo caso con un capitolo dedicato ad Instagram Marketing per aziende.
Iscrizioni su Eventbrite:

BOLOGNA: https://goo.gl/QDYVEe

TORINO: https://goo.gl/vNJAGN

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Intervista a Luigi Cutolo (Associazione Equilibro) logistic manager di “Integration for Cooperation” – Youth Exchange ed ex corsista Master Europrogettazione.

di Arianna Ioli, 3 Ottobre 2018


 

A: E’ passato un po’ di tempo da quando ci siamo conosciuti a Bruxelles! Sono cambiate un po’ di cose. Partiamo dai fatti fondamentali: complimenti per il vostro progetto! Siamo sempre davvero contenti quando ci arrivano così belle notizie dagli ex alunni del Master, figuriamoci se da quelli con cui siamo ancora in contatto. Ci racconti di che cosa si tratta?

L: “INTEGRATION FOR COOPERATION” è un progetto di scambio che mira ad accrescere tra i giovani la consapevolezza di essere cittadini europei attraverso un meeting di scambio giovanile. Il Focus è l’educazione non formale come stimolo alla creazione di reti e alla realizzazione di gemellaggi.

L’idea nasce da una rete pregressa di contatti tra giovani e associazioni attivi sul territorio che, avendo sviluppato competenze in ambito sociale ed internazionale, hanno deciso di presentare una proposta progettuale.

Qual è stata due anni fa la spinta a iscriverti al Master, perché guardavi all’Europa come ad un’opportunità che avrebbe potuto fare al caso tuo?

Da anni sono attivo in progetti di utilità sociale e culturale nel territorio dove sono nato e cresciuto, in Provincia di Napoli ed ho tristemente realizzato che reperire risorse finanziarie ed umane per far nascere e crescere questi tipi di progetti è molto difficile. Personalmente mi sento di dire che sono un giovane Napoletano, Italiano ed Europeo e che per questo motivo ho sempre guardato all’Europa come ad un’opportunità e non come a una minaccia. Proprio in questa prospettiva ho sentito ad un certo punto l’esigenza di approfondire le opportunità che l’Europa offriva ed offre. Infatti, per me il Master è stato il cosiddetto “entry level” ovvero mi ha dato la possibilità di scoprire quali sono le logiche e le competenze chiavi che servono per trasformare “un’idea e basta” in un’idea progettuale che stia in piedi.

A: Secondo te, cosa possono fare – se possono fare qualcosa- le Istituzioni Europee per chi lavora nel campo della cultura, del sociale, dell’innovazione. Ci sono risorse?

L: Le Istituzioni Europee hanno una grande responsabilità nei confronti di tutti coloro che lavorano nel campo della cultura, del sociale, e dell’innovazione perchè proprio questi tre settori determinano l’avanzamento o l’arretramento di una nazione. Purtroppo, spesso, si ha una sensazione di lontananza da queste istituzioni quasi di abbandono, quindi personalmente penso che in primis questa distanza debba essere accorciata aumentando la sensibilizzazione del senso di appartenenza all’Europa e successivamente avendo una copertura su tutto il territorio nazionale di agenzie che informano, promuovono e spronano a presentare progetti validi affinché ogni singolo euro destinato all’Italia venga speso.*

A: Che cosa ci vuole per scrivere un progetto vincente? Il Master ti ha aiutato?

L: Pur essendo agli inizi di questo lavoro non sono ancora riuscito ad individuare una formula davvero vincente ma fin da subito ho notato due elementi fondamentali:

  1. avere un’idea chiara così da evitare fraintendimenti tra i partner e poterla sviluppare senza intoppi.
  2. Scegliere i Patner giusti ovvero costruire il team che scriverà e gestirà il progetto in modo da avere a che fare con persone – associazioni, enti, istituzioni…- motivate e affidabili che svolgano con professionalità il proprio lavoro.

Il Master Europrogettazione che ho frequentato a Bruxelles, mi ha aiutato a capire l’approccio che si deve avere nei confronti di un bando. infatti credo che oltre a fornire un approccio ai bandi europei sia molto efficace per chi si approccia ai bandi strutturali- regionali. Ad oggi non ho ancora presentato una proposta progettuale alla Commissione Europea ma grazie agli insegnamenti del master ho avuto la possibilità di presentare una proposta progettuale alla Regione Campania la quale ha finanziato il progetto.

A: Cosa consiglieresti a chi inizia?

L: Sicuramente consiglio una buona formazione, irrobustire la rete di contatti e soprattutto NON ARRENDERSI MAI.
*Ndr: Mancano due anni al termine dei correnti sette anni di programmazione: sono tantissimi i fondi che non sono stati ancora spesi e la previsione è che non verranno spesi tutti!

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Intervista a Roberta Pinna

di Arianna Ioli


 

A: Iniziamo dalle domande fondamentali: ti piace il tuo lavoro? E insegnarlo a chi vuole imparare? Una bella responsabilità essere d’esempio.

R: Ciao Arianna * prima di tutto ti ringrazio per questa intervista e per avermi coinvolta come docente nel progetto di Master in Social Media e Digital Marketing. Rispondo subito in maniera diretta e probabilmente scontata alla tua prima domanda: io amo il mio lavoro. Presumo che il mio percorso professionale sia stato scelto per me dal mio carattere, sono una persona estroversa ed espansiva, amo il contatto con il pubblico oltre che relazionarmi con le persone dal vivo e online. Ho iniziato ad insegnare la mia professione 4 anni fa, e ho scoperto che amo farlo perché a trascinarmi sono sempre la passione e l’entusiasmo per la materia oltre che un pubblico curioso, interessato e motivato. Essere d’esempio è una bella responsabilità ed è proprio per questo che in aula porto con me la mia esperienza, casi studio e situazioni complicate alle quali ho trovato soluzione.

A: Fare formazione non è così scontato in un ambito in cui tutti pensano di saperne abbastanza! Quanto servono competenze e basi solide per poter lavorare come professionisti?

R: Assolutamente Arianna, non è per nulla scontato. Fare formazione comporta oltre che avere esperienza e competenze, delle buone doti esplicative. Per lavorare come professionisti, soprattutto in questo settore in continua evoluzione, credo sia necessario uno studio quotidiano e tanta pratica. Solo con un regolare allenamento, un’attitudine positiva verso la materia e una buona dose di ambizione si possono raggiungere dei risultati soddisfacenti. Secondo la mia opinione è più importante il percorso di crescita che l’arrivo.

A: Pensi che sia un mondo per i giovani? A quali condizioni?

R: È un mondo fatto principalmente per i giovani. Le condizioni sono due: serietà e consapevolezza. Al giorno d’oggi noto che la massima ambizione di tanti adolescenti sia quella di diventare Influencer o Youtuber: pensano al numero di follower, ai regali ricevuti o al free pass per l’evento del momento omettendo lo studio, la cosa a parer mio più importante. Non si vive di regali, gadget o follower o per lo meno non sono il giusto punto di partenza per intraprendere una vera professione.

A: Si sente tanto parlare di Digital Transformation ma in Italia, a parte qualche eccezione, siamo davvero ancora all’inizio. È vero che aziende, organizzazioni, insomma chi non si adegua resterà inesorabilmente indietro o è una visione catastrofica?

R: Sinceramente penso sia più catastrofico essere online in maniera scorretta, tanto per esserci, che non essere presenti. Deve essere chiaro nella mente di chi gestisce un’azienda o un’organizzazione che la Digital Transformation non è un passatempo o un lavoro complementare di chi si occupa (ad esempio) di accoglienza, ma un bell’investimento a medio e lungo termine. Tempo, risorse, contenuti e materiali, testi, campagne pubblicitarie, analisi, strategia, assistenza (etc.) hanno un costo. Farlo per un breve periodo, senza identificare dei veri e propri obbiettivi, senza misurare dei risultati e tanto per poter affermare “l’ho fatto anche io” equivale a fare non uno ma almeno 10 passi indietro più una grande dose di rischio di far male o lasciare il progetto incompiuto.

A: E anche in questo caso, si parla di serietà, consapevolezza e una buona dose di approfondimento, se non fraintendo, tuttavia “Digital is in the air” come si legge all’aeroporto di Torino! Qualche consiglio per seguire questo buon vento?

R: Il mio consiglio è quello di identificare, prima di tutto l’obbiettivo, non improvvisare ma pianificare e trasformare. In poche parole adattarsi al cambiamento. All’aeroporto di Torino hanno pensato di progettare una rete non spettacolarizzata da schermi o apparecchiature elettroniche per connettere i vari player che operano all’interno della struttura. L’innovazione rientra nelle categorie dei big-data della IOT e della User Experience. È quest’ultima, la UX che insieme al Conversational Marketing e il Gaming, che presumo siano aspetti da approfondire in questi ultimi anni non necessariamente con delle opere visibili al pubblico. Immagino che l’esperienza dell’utente, in questo caso consista nel poter usufruire di una linea wi-fi funzionante o magari quella di velocizzare un’attesa in fila. Io che sono un’amante dei viaggi in aereo dovrei testare questo “nuovo” aeroporto.

A: Prossima meta Torino Caselle allora, peccato che il più delle volte, sia più comodo il treno per raggiungere il capoluogo piemontese! Ultima domanda per te: mi piacerebbe conoscere un progetto d’innovazione che ti è particolarmente piaciuto o una città che sta lavorando bene in tal senso.

R: Un progetto innovativo, di cui ho sentito parlare e che mi è piaciuto particolarmente, è l’inaugurazione di Casa Siemens a Milano. La nuova sede milanese è la realizzazione di un progetto di riqualificazione della città. Casa Siemens è composta da due Green Building di prima categoria in classe A e realizzato secondo il protocollo Leed Gold. Quindi, smart working e spazi di lavoro affiancati da diversi luoghi d’incontro come una palestra e un nuovo impianto sportivo, negozi, il servizio di bike sharing e un’area verde e una dedicata alla realizzazione di un orto.

 

*Ndr Arianna sono io! Direttrice e Content Curator di Europa Innovation Business School!. L’intervista è stato un piacevole scambio con la fantastica Roberta Pinna e ho deciso di lasciare il tono informale e allegro, così com’è!

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L’Open Day più innovativo d’Italia per la prima volta a Torino.

SAVE THE DATE: Venerdì 28 settembre!

L’Open Day più innovativo d’Italia per la prima volta a Torino.

Vieni in aula con Rudy Bandiera e scopri le novità del Master Social Media e Digital Marketing di EuropaCube Innovation Business School.

L’Open Day più innovativo d’Italia sarà per la prima volta a Torino venerdì 28 settembre al Camplus Lingotto.

Il Master Social Media e Digital Marketing apre le sue porte a studenti, professionisti e appassionati del settore e invita tutti al suo evento live gratuito con il grande Rudy Bandiera.

E’ un’occasione unica per chiunque sia interessato a specializzarsi e a lavorare nel Marketing Digitale, ad innovare la propria azienda sfruttando i grandi vantaggi della Digital Transformation, a diventare un freelance e lavorare da ogni parte del mondo o a creare una start-up dove innovazione e creatività siano all’ordine del giorno.

Saranno 3 ore di ispirazione e formazione!

Saranno presenti anche la direttrice e lo Staff della scuola e scoprire tutte le opportunità del Master Social Media e Digital Marketing, che ha superato le 130 edizioni in 7 anni.

Solo 50 posti! Per prenotare il proprio ticket gratuito su Eventbrite > https://goo.gl/CqW5Eo

Abbiamo scelto Torino per questo Open Day” – Afferma Arianna Ioli Ceo e Content manager di Eurogiovani.eu- “Perchè, oltre ad essere la sede della nostra Business School, è una città che sta vivendo in tutti i suoi settori la Digital Transformation in modo innovativo e al passo con le più grandi metropoli europee! La giornata del 28 Settembre, sarà grazie alla presenza di Rudy e dello Staff della nostra scuola una vera e propria anteprima del grande tour digitale del Master Social Media & Digital Marketing che toccherà nei prossimi mesi 12 città. Porteremo in tutta Italia i migliori professionisti del settore, docenti di alto livello e un metodo didattico intensive-executive che permette ai partecipanti di fare davvero il primo passo nel mondo del lavoro! Moltissimi hanno iniziato da questo Master e noi ne siamo davvero orgogliosi!”.

La Digital Transformation è un fenomeno di grande cambiamento che sta coinvolgendo i professionisti a tutti i livelli e tutti i settori aziendali: non si tratta solo di innovazione tecnologica e di un cambiamento epocale nelle modalità di fare marketing, ma di un processo di crescita delle aziende nel loro insieme e di conseguenza del loro fatturato. Sono molteplici gli studi che dimostrano che investire nel digitale equivale a crescita e miglioramento, prima di tutto in termini economici. E’ un’opportunità che va sfruttata con intelligenza cercando di non rimanere indietro rispetto a chi ha già investito e tuttora investe in trasformazione digitale.

Da dove partire? Per stare al passo con i tempi è importantissimo rafforzare il proprio Brand! Ed è di questo che, in particolare, Rudy Bandiera a trattare in una giornata intensa e piena di esempi pratici.

Ecco il Programma dettagliato:

  • Le basi del Branding: perché TUTTO è brand
  • Visione, Scopo, Obiettivi e Strumenti
  • Ascoltare: i software e le tecniche per capire a chi parlare e chi parla di noi
  • Produrre: i tipi di contenuto giusti per le persone interessate a noi
  • Divulgare: automazioni, software e tecniche per la massima divulgazione dei contenuti
  • Misurare: capire cosa funziona, dove e perché per poter replicare o cambiare strategia.

 

A chi può essere utile?

Studenti, Neolaureati e Giovani in cerca di occupazione, Marketing manager, Start-up e PMI, Freelance, Blogger, Marketing Manager, Liberi professionisti, Professori di Università e Scuole Superiori, Professionisti della Comunicazione, Appassionati di Digital Marketing, E-commerce manager.

 

Per maggiori info:

https://www.eurogiovani.it/master-corsi/master-social-media-e-digital-marketing/

oppure contattare la segreteria informativa: 366.40.58.788 (orario 10-13/15-18);

info@eurogiovani.it.

Puoi seguire la Business School su Fb: Master Social Media e Digital Marketing

TW: @Eurogiovani

Youtube: Master Social Media e Digital Marketing

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Riflessioni del dopo-Festival: come è nato lo Sport Digital Marketing Festival di Riccione, un percorso innovativo di successo.

di Arianna Ioli – Coordinatrice e Content manager SDMF 2018


 

A un mese e dieci giorni dalla prima edizione dello Sport Digital Marketing Festival, dopo un po’ di riposo, di mare e di iodio e dopo avere annunciato le date del 2019, parliamo un po’ del Festival rispondendo alle domande che continuano ad arrivarci via mail o su Messenger e condividendo questa piccola riflessione.

L’idea dello Sport Digital Marketing Festival non nasce dal nulla, da due o tre persone che si sono messe in testa di combattere la noia di inizio stagione e investire un po’ di risorse facendo qualcosa di alternativo all’accoppiata mare-ombrellone i primi quindici giorni di giugno.

A dire la verità, alla direzione, l’accoppiata mare-ombrellone piace parecchio. Ma anche mettersi in gioco quando ne vale la pena.

L’evento nasce da una costellazione di esperienze, di richieste, di indagini di mercato che hanno preso forma concreta nel Festival.

Il punto di partenza è stato il Master in Social Media & Digital Marketing di Europa Cube Innovation Business School.

Senza l’incontro continuo, nelle aula di oltre 30 città d’Italia, con persone di diversa età, interessi, formazione, forse non saremmo mai partiti con questa avventura. Sono stati molti, nel tempo, di più nell’ultimo periodo, i corsisti che hanno chiesto o forse è più corretto dire “espresso il desiderio” di una formazione verticale legata al settore sport.
Queste richieste si sono incastrate bene con la nostra sensazione che in Italia mancasse, in ambito digital, una formazione di tipo verticale, divisa per compartimenti. E che questa verticalità mancante avesse potuto portare un valore aggiunto in termini di esperienza e di trasformazione professionale.
Ma perchè lo Sport?

Lo Sport sembra essere un buon punto di incontro – forse uno dei migliori in assoluto- tra la passione e il Business. Tra il sogno di un lavoro che piace e la possibilità effettiva di viverci senza dovere fare altro.

La comunicazione social, nelle imprese e in chi si affaccia al mondo del lavoro, è all’ordine del giorno e questo non è un segreto. Ma se bisogna essere la voce invisibile di qualcuno, forse, essere la voce di un campione, di una squadra – magari della nostra squadra, quella che seguiamo e con cui siamo cresciuti- è davvero un colpo grosso e una grossa emozione.
A noi piace la formazione di alto livello, quella pratica e pragmatica, che porta da qualche parte, ma al tempo spesso ci piacciono le persone – e guardiamo soprattutto ai giovani e a chi si affaccia sul mondo del lavoro- che rincorrono i propri sogni. Per questo abbiamo voluto portare sullo stesso palcoscenico, tutti insieme, i volti spesso nascosti della comunicazione social -e non solo – dei club, delle leghe, delle Federazioni, degli atleti e darli in pasto al loro pubblico e ai loro ammiratori.
Proprio grazie a questo incontro tra sogni e Business, tra passione e lavoro, al Festival, abbiamo notato fin dall’arrivo dei primi partecipanti, un bel po’ di elettricità, di aspettative e di entusiasmo.

E forse è stato proprio l’entusiasmo dei ragazzi universitari, neo laureati, ma anche un’allegra delegazione di giovanissimi dei licei (un paio di quindici anni!), che erano presenti al Festival a ripagarci di quasi tutte le fatiche – non tutte tutte perché il debito di stanchezza, nel breve tempo, non lo toglierebbe nemmeno Malefica mettendoti a dormire cento anni- e a farci pensare già a metà della prima giornata, ad una edizione numero due.
Passioni, sogni, lavoro, non false speranze. Obiettivo dello Sport Digital Marketing Festival era – è e sarà- aprire le porte di un mondo dove non solo è possibile entrare, ma anche restare.

Dove c’è spazio per chi inizia, se lo fa con professionalità e buone basi, dove si può arrivare in alto, insieme alla propria squadra, dove ci sono traguardi e vittorie.
Questa prima edizione è stata il punto di partenza.
Oltre all’entusiasmo, sicuramente all’ordine del giorno, ci auguriamo che smuova anche un po’ di consapevolezza di quanto la maggior parte delle squadre italiane, in tutti i settori, abbiano da lavorare per essere davvero al passo con la Digital Transformation e per comprenderne appieno la portata rivoluzionaria. Forse qualcuno non sarà d’accordo e storcerà il naso, molti continueranno a pensare che il social media marketing nelle mani del cugino o del fratello adolescente nerd sia la soluzione low cost perfetta, ma forse, da qualche altra parte, la coscienza critica si farà avanti. A proposito di coscienza critica, avete dato un’occhiata alle venti campagne abbonamenti della Serie A? La strada è lunga e in salita.
Noi, da parte nostra, abbiamo davanti a noi un anno per organizzare la seconda edizione del Festival e renderla grazie all’esperienza e ai vostri consigli ancora più performante. Abbiamo in mente nuovi sport che non siamo riusciti a coinvolgere, nuove finestre e spazi dove ognuno possa dire la sua senza scontrarsi con il tempo che purtroppo è sempre tiranno e sale con approfondimenti sui singoli sport.

E ovviamente nel 2019 un nuovo Master tutto Sportivo per chi non si accontenta di due giorni, ma vuole lavorare sodo per essere, tra qualche anno e con orgoglio, dalla parte degli Speaker

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Generazioni diverse, un unico percorso: uno sguardo sul Master Social Media Digital Marketing di Europa Innovation Business School

di Arianna Ioli e Rudy Bandiera


 

Capita spesso, quando con amici, conoscenti, nuovi docenti o addetti ai lavori parliamo dei corsi di Europa Innovation Business School, che ci venga chiesto quale sia l’età dei nostri corsisti! Età anagrafica, certamente, ma anche il tipo di percorso, il bagaglio di esperienze o la motivazione che spinge a prendersi una settimana – quasi – di tempo per imparare qualcosa di nuovo o approfondire conoscenze che stavano in un cassetto in attesa di essere spolverate, riordinate, aggiornate.

E’ una di quelle domande a cui non possiamo dare una risposta precisa, come siamo soliti fare. C’è un più o meno ed è un più o meno in continua evoluzione.
Solitamente i più piccoli dei nostri corsisti hanno terminato o stanno terminando il percorso di laurea triennale e sentono l’esigenza di un tipo di formazione più laboratoriale, pratica, gomito a gomito con docenti che fanno il lavoro dei loro sogni. I più grandi?

Sono dipendenti, imprenditori, liberi professionisti, commercianti, ristoratori con attività storiche: non è l’età che conta, ma la consapevolezza che un tipo di formazione continua, un aggiornamento costante e una gran bella dose di curiosità verso il mondo dei social possa portare dei grossi miglioramenti nel lavoro – e in parte anche nella vita- di ognuno di loro. Si incontrano persone diverse, con età diversa, ma tutte con lo spirito che imparare qualcosa restando connessi con il mondo che cambia, valga la pena.

E’ un buon modo per affrontare un percorso, qualunque età si abbia.

Però, capita a volte che la forbice si allarghi.

Che ci siano corsisti che non ci aspettavamo di trovare, più piccoli di quei 22 o 23 anni citati sopra. Che ci sia quella generazione Z di nativi digitali che con i social ha già dimestichezza e familiarità.

Non è facile, per chi è adolescente, oggi capire che la familiarità che deriva dall’uso è ben diversa da un approccio professionale e che senza approfondire, studiare e imitare i professionisti del settore si va poco lontano. Qualcuno però, riesce a cogliere questo passaggio e quindi ci ritroviamo in aula giovanissimi con le idee chiare, a volte trascinati o spinti da qualcuno di famiglia.

Alla Summer School del Master in Social Media e Digital Marketing che si è svolta a Riccione a fine giugno, in aula c’erano padre e figlio. Un uomo e un ragazzo del liceo, cinque giorni spalla a spalla per seguire lo stesso percorso, acquisire lo stesso bagaglio di conoscenze per portarlo, forse, in luoghi diversi del mondo o della stessa città. Trovare padre e figlio in aula è stata un’esperienza nuova che ci renderà ancora più difficile rispondere alla domanda: “Che età hanno i vostri corsisti?”. Di questa esperienza ha raccontato anche Rudy Bandiera sul suo blog, condividiamo la sua riflessione!

 

Padre e figlio allo stesso master in digital e social media di Eurogiovani? MAI successo! Quindi ieri, credendo di avere visto tutto, sono andato nell’aula della foto e allora è successo: in prima fila a sinistra, il padre con il braccio del figlio davanti… ah, l’irruenza della gioventude 🙂

Questa cosa mi ha fatto MOOOOLTO riflettere e la reputo magnifica:

PADRE
Consapevole di un mondo che corre si vuole tenere al passo perché il rischio REALE è quello di diventare inadeguati. E siccome si vive a lungo et in salute, meglio adeguarsi in corsa.

FIGLIO
Consapevole del mondo che corre, anche grazie al padre saggio, capisce che i social non nati e cresciuti su dinamiche che, per inesperienza, forse gli sfuggono e che è bene, per il proprio futuro, capire cosa fare e cosa farne.

Credo che in questi due uomini vi sia la saggezza che tanto manca nel panorama lavorativo italiano: un giovane abbastanza saggio da capire che NON SA TUTTO e che molto c’è da fare e un uomo adulto abbastanza umile da capire che il mondo digital è importante e non così banale come sembra.

Uno degli enormi problemi del lavoro nel nostro paese è che le persone con esperienza sono refrattarie al cambiamento, convinti che l’esperienza è l’unica cosa che serve: hanno visto tutto, sanno valutare tutto. L’altro problema è che spesso i giovani escono dalle scuole con una preparazione straordinaria in linea teorica ma non hanno idea di come giri, DAVVERO, il mondo del lavoro e quindi sono supponenti.

La realtà è che serve tutto: serve la voglia di cambiare, di fare, di sbagliare, di mettersi in gioco, di studiare, di imparare e di disimparare.

Serve tutto e nessuno di noi è pronto al cambiamento che stiamo vivendo. Nessuno. Dobbiamo cambiare non solo modus operandi ma modus vivendi e prima di tutto, questo atteggiamento mentale, lo dobbiamo passare ai nostri giovini.

Se riuscissimo ad essere tutti come loro il mondo sarebbe un posto diverso: più concreto, serio, preparato e vivibile. Tutta la mia ammirazione ragazzi. La lezione l’avete data voi a me.

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COMUNICATO FINALE: SPORT DIGITAL MARKETING FESTIVAL” [Riccione 13/14 giugno 2018]

CHIUSO IERI CON 800 PRESENZE IN 2 GIORNI, 48 SPEAKER, 3 TAVOLE ROTONDE, 3 OSPITI A SORPRESA E UN AMBIENTE CARICO DI ENERGIA LA PRIMA EDIZIONE DELLO SPORT DIGITAL MARKETING FESTIVAL.


 

La due giorni di Sport Digital Marketing Festival è stata un successo: lo dicono sia i numeri che hanno fatto esplodere i social network soprattutto su Twitter – l’hashtag #sportmarketingfest è andato subito nei trend topic Italia del primo giorno – sia i partecipanti: studenti, professionisti, atleti, esperti di comunicazione che hanno individuato nella qualità dei contenuti offerti il tratto distintivo dell’evento.

Affollatissimi sia il palcoscenico sia la sala. Due giornate intense, piene ed emozionanti, condotte da Rudy Bandiera con ironia e padronanza, in stile Ted, con un susseguirsi incalzante di interventi nell’arco delle due giornate, tavole rotonde e sorprese fuori programma. Tra queste la presenza degli atleti Marta Pagnini – ex capitana delle Farfalle della Ginnastica Ritmica – e Giovanbattista Venditti – ala della Nazionale Italiana Rugby e delle zebre – il saluto del Presidente della LegaBasket Egidio Bianchi e la diretta Skype con lo Zar del Volley Ivan Zaytsev che non potendo essere presente di persona ha voluto salutare tutti i partecipanti al Festival.

Il pubblico ha potuto incontrare e dialogare direttamente con i tanti professionisti della comunicazione digitale del mondo dello sport, oltre ad avere numerosi momenti per scambiare esperienze, idee e progetti tra colazioni, aperitivi e cene. Utilizzo dei social network per potenziare le campagne per ticketing e abbonamenti; strategie di marketing per valorizzare sia i campioni, sia i club e gli atleti ad ogni livello; sponsorship e fan engagement; importanza di creare contenuti di valore e di un corretto posizionamento digitale: questi alcuni tra i temi più analizzati.

Abbiamo già annunciato la data della prossima edizione 2019 – ha dichiarato Arianna Ioli, coordinatrice e content manager dell’evento – siamo molto orgogliosi del risultato ed abbiamo già in mente nuovi spunti, collaborazioni e novità per rendere il programma dell’anno prossimo irresistibile. Nel bilancio di questa edizione ci sono persone che vanno a casa contente, soddisfatte e con un bel bagaglio di consigli utili e… persone che si mangiano le mani per non essere riuscite ad esserci e che già scrivono per sapere se si farà di nuovo!”.

 

Lo Sport Digital Marketing Festival è organizzato da EuropaCube Innovation Business School e dal Master Social Media e Digital Marketing. 

Tutte le info sul sito ufficiale: www.sportdigitalmarketing.eu

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Nostra intervista a Markku Markkula, Presidente del Comitato europeo delle Regioni

di Roberta Papaleo e Vito Cellamaro, 2016


 

Presidente Markkula, secondo lei in che modo finora la strategia Europa 2020 ha fatto la differenza? Si è registrato un contributo tangibile delle iniziative in termini di crescita?

Secondo me sì. In particolare, la strategia Europa 2020 ha portato gli obiettivi su un nuovo livello e affinato le azioni. La sfida principale negli ultimi anni è stata capire come raggiungere questi obiettivi.

Nel quadro delle iniziative prese con Europa 2020, che nuovo significato ha acquisito l’espressione ‘Europa Unita’? La strategia ha favorito una collaborazione maggiore reale tra i vari attori dell’Unione Europea, dalle istituzioni agli attori delle società civili degli Stati Membri?

Sì, lo penso. In base alle priorità che il Comitato delle Regioni ha identificato per il periodo 2015-2020, c’è bisogno di concentrare le azioni sul movimento bottom-up. È un movimento in avanzamento, sia a livello municipale che in termini di cittadini, imprese, università e di altre comunità. In questo senso, il Comitato delle Regioni è una delle istituzioni chiave a livello europeo.

Quali nuovi iniziative proporrebbe per migliorare i risultati della strategia Europa 2020? Quale delle esistenti migliorerebbe o approfondirebbe?

Il Comitato ha espresso in diverse opinioni che l’Europa ha bisogno di attivare delle partnership tra le città e le regioni e di promuovere attività innovative tra questi due gruppi in tutti i più importanti settori dove c’è bisogno di riforme. Abbiamo bisogno di innovazione nella società, che può essere incoraggiata da un più affinato uso di strategie regionali di specializzazione intelligenti, definite dalle regioni stesse. Chi prende le decisioni in politica, sia a livello regionale che europeo, deve mettere l’accento sull’importanza dell’attività delle strategie di specializzazione, dove il movimento bottom-up incontra gli obiettivi della strategia Europa 2020.

Il programma Erasmus è sempre stato considerato come un modello per la diffusione dello spirito di integrazione europea. Secondo lei quale iniziativa o programma iscritto nel quadro della strategia Europa 2020 potrà avere questo ruolo?

I programmi settoriali per l’istruzione continueranno a svolgere un ruolo chiave in futuro, ma l’Unione dell’Innovazione produrrà sempre più risultati rendendo più veloce la crescita sostenibile attraverso una maggiore cooperazione a livello europeo. Le idee migliori verranno rielaborate insieme e adattate in modo da poterle applicare in tutta Europa.

Esistono settori della strategia Europa 2020 che necessitano di un intervento ancora maggiore?

Di certo c’è molto lavoro da fare in molti settori. La digitalizzazione sta già cambiando il modo di pensare globale. Il completamento del Mercato Unico Digitale ha quindi la massima priorità.

Si sente spesso parlare di fondi europei che non vengono spesi in progetti da parte delle regioni dei vari Stati Membri. Che tipo di intervento consiglia affinché i fondi vengano effettivamente usati e spesi al meglio da ogni regione?

La Commissione Europea ha creato un gruppo di esperti, guidato da Siim Kallas [presidente del gruppo di alto livello per la semplificazione ed ex Commissario per i Trasporti, ndr], per semplificare la gestione dei fondi dell’UE, sopratutto il Fondo di Coesione. Attendo con speranza i risultati del loro lavoro. L’impatto deve essere al centro di tutta la progettazione. Possiamo aumentare considerevolmente la flessibilità nell’uso dei fondi e ridurre le istruzioni dettagliate e i controlli, fintanto che il progetto produce dei risultati significativi.

Che tipo di impatto ha avuto la strategia Europa 2020 a livello di sviluppo regionale? La sua implementazione è risultata in esiti tangibili a livello locale?

La strategia Europa 2020 ha riunito e guidato gli obiettivi sul livello europeo. Ora è il momento di concentrare l’attenzione sulle attività rivolte alle città e alle regioni, in modo che le loro best practices possano essere affinate e diffuse ovunque. Al Comitato delle Regioni abbiamo documentato ampiamente questi risultati. Ancora più di prima, abbiamo bisogno di sinergie e cooperazione di natura trasversale. La nuova struttura organizzativa della Commissione Europea, dove i vice-presidenti coordinano il lavoro di diversi Commissari e DG con l’obiettivo di aumentare l’armonia, può dare il suo contributo in questo senso.

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